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Riduzione delle emissioni, riciclo dei materiali e ottimizzazione dei consumi energetici

Abbiamo chiesto a Federica Meloni, Energy Manager di Tarkett, multinazionale francese del settore rivestimenti e pavimentazioni, di illustrarci il loro percorso verso la sostenibilità.

Decarbonizzare i processi e costruire un percorso sostenibile in azienda è il passo più importante che si possa fare per affrontare il cambiamento climatico.

Aziende, investitori e dipendenti devono avere una visione a lungo termine e, per questo, hanno bisogno di essere sempre aggiornati rispetto ai cambiamenti del contesto in cui operano, ma parallelamente devono definire gli obiettivi per la decarbonizzazione ed essere efficienti e redditizi.

Senza una leadership forte e coerente e una chiara comunicazione interna, gli sforzi per introdurre un approccio sostenibile in azienda falliranno. Lo sa bene Federica Meloni Energy Manager dello stabilimento italiano di Tarkett, multinazionale francese leader globale nella produzione di pavimentazioni da interni e superfici per uso sportivo, a cui abbiamo chiesto di ripercorrere i passi compiuti dall’azienda verso gli obiettivi di Net Zero.

1. Cosa significa sostenibilità per Tarkett?

Nel corso degli anni, in tutta la filiera dell’edilizia, sta crescendo l’attenzione al “green building”, e questo porta i produttori a un maggior interesse verso questa importante tematica. In Tarkett, nello specifico, questa attenzione all’ambiente e alla sostenibilità ha radici lontane, anche dal punto di vista sociale. Infatti, i primi obiettivi che l’azienda si era prefissata per diventare più sostenibile risalgono al 2010, con il primo target di riduzione delle emissioni di gas serra legate al consumo energetico pari al 20% in 10 anni. Per noi di Tarkett, parlare di sostenibilità è facile in quanto produciamo un prodotto, il linoleum, che è completamente naturale. La nostra visione è che il tema della sostenibilità non può e non deve interessare solamente gli stabilimenti produttivi o il singolo sito, ma deve coinvolgere tutta la filiera, dalle materie prime fino al cliente finale.

2. Avete un piano per comunicare la sostenibilità all’interno e all’esterno dell’azienda?

La sostenibilità per noi di Tarkett è molto importante ed è un tema su cui vogliamo focalizzarci. Difatti, abbiamo ricevuto anche diverse certificazioni che lo dimostrano, come quella provata dall’EPD Environmental Product Declaration per il dato di Global Warming Potential (GWP), che attesta che il nostro prodotto di punta è carbon negative durante la fase di produzione (dall’estrazione delle materie prime, al trasporto e al processo produttivo sono assorbiti 0,58 kg di CO2 per ogni metro quadrato di pavimento) e, nell’intero ciclo di vita, genera emissioni CO2 per circa 2,75 kg/m2. Questo dato è notevolmente inferiore rispetto a quello dei nostri competitor e ad altre pavimentazioni paragonabili, quali gomme e PVC.

A livello commerciale, possedere questi dati e queste certificazioni è un valore aggiunto perché ci permettere di comunicare attraverso diversi canali nei (ad esempio nel sito e nelle brochure di prodotto), l’attenzione che rivolgiamo all’ambiente, fattore che viene preso in considerazione da molti stakeholder durante la fase di selezione del fornitore. Riteniamo che sia altrettanto importante diffondere lo stesso messaggio all’interno dell’azienda. Lo facciamo tramite visual dedicati, espositori che evidenziano le trasformazioni del linoleum e i possibili riutilizzi e con la ricerca di nuove soluzioni per mostrare il nostro impegno per il riciclo dei materiali. Ad esempio, abbiamo utilizzato una sorta di compost, ottenuto da briciole di linoleum non completamente trattate e sottoposte ad adeguate condizioni di umidità e di temperatura, in cui abbiamo piantato delle piante grasse che sono in perfetta salute e che abbelliscono da più di un anno gli ambienti degli uffici.

In ultimo, prestiamo molta attenzione anche al nostro “vicinato”, con iniziative insieme a istituzioni locali e scuole, ospitando gruppi di studenti per mostrare loro l’intero processo produttivo e l’attenzione che Tarkett rivolge alla sostenibilità ambientale e sociale.

3. Avete in atto una strategia di decarbonizzazione?

Sì, gli obiettivi di decarbonizzazione che il Gruppo Tarkett si è prefissato di raggiungere entro il 2030 sono molto ambiziosi, ossia ridurre del 30% le emissioni di CO2 equivalente dell’intero ciclo di vita del prodotto rispetto al 2019. Siamo molto concentrati sulla decarbonizzazione di tutti i nostri processi. Possediamo, infatti, l’autorizzazione concessa dalla Regione Umbria in collaborazione con ARPA ed altre autorità locali, per ritirare e riciclare i prodotti a fine vita, anche realizzati da altre aziende. Questo, oltre a differenziarci dai nostri competitor, consente un’ottimizzazione delle strategie di decarbonizzazione, in quanto le possibilità di riutilizzo del materiale come materia prima, filler o come biomassa per generare calore all’interno del nostro ciclo produttivo, contribuiscono a ridurre le emissioni di CO2 totali.  

4. Le competenze di Centrica Business Solutions quanto vi hanno supportato nel percorso e nella definizione di questa strategia?

Moltissimo in quanto eravamo già alla ricerca di un impianto di cogenerazione e senza la loro consulenza probabilmente ne avremmo installato uno che non avrebbe soddisfatto appieno le nostre esigenze. I tecnici di Centrica, infatti, studiando il nostro processo produttivo, hanno rilevato che era possibile un’ulteriore ottimizzazione tramite l’installazione di un trigeneratore, che ci consente di recuperare il calore a diversi livelli di temperatura. Centrica Business Solutions ci ha presi per mano e noi ci siamo affidati alla loro expertise, con una soluzione chiavi in mano che include anche la gestione totale dell’impianto, che riteniamo fondamentale per avere sempre il massimo dell’efficienza e delle prestazioni.

5. Quali tecnologie e soluzioni avete implementato?

Nel 2014 abbiamo iniziato la collaborazione con Centrica, installando un impianto di trigenerazione a gas naturale, realizzato su misura per rispettare gli spazi che avevamo a disposizione ed evitare l’inquinamento acustico. Questo fornisce 310 kWe di potenza elettrica, 170 kWt di potenza termica e 106 kWf di potenza frigorifera, che soddisfa il 21% del fabbisogno elettrico e il 16% di quello termico, lavorando 6.000 ore/anno. A questo primo progetto abbiamo affiancato, lo scorso anno, un impianto fotovoltaico da 40 kWp, integrato con l’impianto di trigenerazione, che si è andato ad aggiungere ad altri sei impianti fotovoltaici installati in precedenza nel sito di Narni.

Il trigeneratore e l’impianto fotovoltaico sono monitorati 24 ore su 24 con le soluzioni di energy insight e la piattaforma in cloud PowerRadarTM, tramite un contratto Full Service All Risk che abbiamo siglato con Centrica Business Solutions.

6. Quali vantaggi vi aspettate nel medio/lungo periodo?

Grazie all’integrazione dell’impianto di trigenerazione con il fotovoltaico e al monitoraggio da remoto, abbiamo ridotto la carbon footprint di 830 tonnellate all’anno di CO2, l’equivalente dell’anidride carbonica assorbita da 40.000 alberi, producendo in sei anni di funzionamento oltre 10 GWh di elettricità.

I minori costi energetici hanno impattato sui costi di produzione incrementando la competitività di Tarkett. Inoltre, grazie al dimensionamento ad hoc dell’impianto, durante i weekend, lo stabilimento risulta energicamente autonomo.

L’efficienza energetica e l’autoproduzione porta ovviamente vantaggi economici che un’azienda moderna non può più sottovalutare a causa dell’aumento della competizione e del non prevedibile aumento dei prezzi dell’energia.

Per saperne di più su come avviare un percorso sostenibile e su come altri leader della sostenibilità stanno bilanciando le esigenze del pianeta e quelle di business, scarica il nostro report 'Perché aspettare per raggiungere il Net Zero?'.

Per saperne di più su Tarkett, leggi il case study

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