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Energia dove serve, quando serve: come superare i vincoli della rete

Strategie e tecnologie per superare la congestione della rete elettrica e assicurare efficienza, continuità e vantaggio competitivo alle aziende.

La vera sfida del settore energetico nei prossimi anni è rappresentata dalla gestione della rete elettrica e della crescente domanda di energia. L’aumento dell’elettrificazione dei consumi, la crescita dei data center e lo sviluppo delle energie rinnovabili mettono sotto pressione le infrastrutture esistenti, causando congestioni e tempi di connessione più lunghi, soprattutto nelle aree ad alta densità di infrastrutture informatiche come Milano.

Secondo il Digitalization and Decarbonization Report 2025 dell’Energy & Strategy Group – School of Management del Politecnico di Milano, la situazione è destinata a diventare ancora più critica nel corso del 2026, con un peggioramento della congestione e ulteriori ritardi nell’accesso alla rete.

Garantire stabilità energetica e continuità operativa diventa, quindi, un fattore critico, perché anche brevi interruzioni o picchi di domanda possono avere impatti significativi sui servizi digitali e sulle attività industriali.

Per affrontare queste criticità, i data center e le aziende energeticamente intensive stanno investendo in microgrid ibride, che combinano diverse tecnologie complementari di generazione di energia onsite, per massimizzare efficienza, stabilità e sostenibilità. La tendenza chiave emergente è la transizione da modello passivo a modello attivo e circolare, dove l’impresa produce, gestisce e utilizza l’energia in modo integrato e intelligente. Le aziende più avanzate, infatti, non si limitano a installare singoli impianti: puntano a sistemi ibridi e interconnessi, dove ogni tecnologia completa l’altra.

 

Perché la rete è congestionata?

Le cause sono molteplici:

  • Transizione energetica rapida: produzione rinnovabile variabile (solare ed eolico)
  • Infrastrutture obsolete: molte reti non sono progettate per gli attuali picchi di domanda
  • Domanda in crescita: elettrificazione di trasporti e riscaldamento, sviluppo di data center e industrie energivore 

 

Data center: da carico marginale a nuovo grande consumatore elettrico

Uno dei principali fattori di pressione è la crescita esponenziale dei data center.

Secondo il report dell’E&S Group, a dicembre 2025 le richieste di connessione per nuovi data center hanno raggiunto 69 GW, più del doppio rispetto al 2024 e quasi tredici volte il valore registrato nel 2023. È evidente che non tutte queste domande si trasformeranno in impianti effettivamente realizzati – il rapporto stimato è inferiore a uno su dieci – ma il dato rappresenta comunque un segnale molto forte delle aspettative degli operatori e della pressione potenziale che si sta accumulando sulla rete elettrica.

Guardando al contesto italiano, il fenomeno assume proporzioni altrettanto rilevanti. La capacità installata dei data center, stimata in circa 609 MW nel 2025, è destinata a crescere in modo significativo nel prossimo decennio: nello scenario tendenziale potrebbe raggiungere i 2,3 GW entro il 2035, mentre in uno scenario più estremo arriverebbe fino a 4,6 GW. Anche l’ipotesi più prudente implica dunque una crescita di quasi quattro volte in dieci anni, trasformando progressivamente i data center da carico marginale a protagonista strutturale della domanda elettrica nazionale

Un problema anche geografico

Oltre due terzi delle richieste di connessione si concentrano tra Lombardia e Piemonte, con particolare intensità nell’area milanese. Seguono, con volumi inferiori, Lazio, Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Una distribuzione così sbilanciata comporta che molti nuovi progetti insistano su aree in cui l’infrastruttura elettrica è già sotto pressione. Di conseguenza, l’accesso alla capacità di rete disponibile diventa il vero fattore limitante per lo sviluppo, ancora prima della realizzazione di nuova potenza da fonti rinnovabili.

 

Congestione della rete: cosa significa per la tua azienda?

La congestione della rete è una condizione che incide direttamente sulle attività operative e sui piani di sviluppo delle imprese. Le sue conseguenze sono tangibili e possono influenzare in modo significativo costi, tempi e investimenti:

  1. Impossibilità di ottenere nuova potenza
    Le aziende in crescita che necessitano di maggiore capacità di connessione possono dover attendere anni per il rinforzo della rete.
  2. Limitazioni all’immissione di energia solare
    Le imprese con impianti fotovoltaici non sempre riescono a reimmettere l’energia prodotta in rete. Risultato: ritorno sull’investimento inferiore e spreco di energia potenziale.
  3. Costi energetici più elevati
    La congestione può obbligare ad acquistare energia nei momenti di picco o a riorganizzare i processi produttivi per evitare sforamenti, con impatti economici rilevanti. 

 

Microgrid: superare i vincoli di rete con un modello energetico attivo

In questo scenario, le aziende più evolute stanno cambiando paradigma: da consumatori passivi a produttori e gestori attivi di energia.

Le microgrid ibride rappresentano la risposta più efficace alla congestione, combinando tecnologie complementari per massimizzare efficienza, resilienza e sostenibilità.

Esempi di configurazioni efficaci:

  • Fotovoltaico + batterie + pompe di calore: ottimizza l’autoconsumo e riduce la dipendenza dalla rete
  • CHP + fotovoltaico + storage + AI: assicura continuità operativa, stabilità dei costi e gestione predittiva dei picchi
  • Solar Carport + colonnine EV + accumulo: trasforma spazi inutilizzati in infrastrutture energetiche multifunzionali, con produzione, stoccaggio e distribuzione dinamica dell’energia.

Queste soluzioni permettono di garantire stabilità energetica e continuità operativa, fattori critici in settori digitali e industriali dove anche brevi interruzioni possono generare perdite significative.

 

Energia dove serve, quando serve: dalla criticità all’opportunità

La crescita dei data center e il progressivo aumento dell’elettrificazione stanno ponendo una sfida strutturale al sistema elettrico. Se non adeguatamente pianificata e coordinata, la digitalizzazione rischia, infatti, di trasformarsi da alleata della transizione energetica a elemento di pressione per le reti, per il mix di generazione e persino per gli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Eppure, in questo scenario complesso si apre anche uno spazio di opportunità per le aziende che scelgono un approccio proattivo. Investire in soluzioni energetiche evolute significa poter espandere la propria capacità senza rallentare i piani di crescita, garantire continuità e sicurezza dell’alimentazione anche in contesti di rete stressata, integrare sostenibilità e competitività in un’unica strategia industriale e ridurre concretamente le emissioni di CO₂ senza gravare ulteriormente sull’infrastruttura pubblica.

Nei prossimi anni, la vera sfida non sarà soltanto produrre più energia rinnovabile, ma imparare a gestirla in modo intelligente, locale e integrato, trasformando l’energia da semplice costo operativo a leva strategica per lo sviluppo dell’impresa.

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